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CALCAGNO - "Romice delle Sciare" Etna Rosé - DOC

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Description
CALCAGNO
Sicilia — Etna Nord, Passopisciaro, Castiglione di Sicilia (CT)
Fondazione 2006
Ettari vitati 6 ha (Arcuria, Feudo di Mezzo, Calderara, Milo)
Bottiglie / anno ~30.000 / anno
Fondatori Franco e Gianni Calcagno con Giusy Calcagno
Vitigni Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante, Catarratto
Conduzione Alberello centenario su suolo lavico — botte grande, minimo intervento
Sul versante nord dell'Etna, tra il Parco del vulcano, il Parco fluviale dell'Alcantara e i Nebrodi, c'è un paesaggio che non assomiglia a nessun altro in Italia. Le vigne crescono su antiche colate laviche, strappate alla roccia nera da generazioni di contadini con un lavoro manuale di spietratura — un atto di ostinazione e amore verso una terra che restituisce tutto moltiplicato. È qui, nelle Contrade Arcuria e Feudo di Mezzo di Passopisciaro, che la famiglia Calcagno coltiva la vite dai primi anni del Novecento.
I terreni furono impiantati dagli antenati nei primi del secolo scorso — viti ad alberello che oggi hanno tra i 70 e i 100 anni di età, ancora radicate nella lava nera, ancora capaci di regalare uve di straordinaria concentrazione e mineralità. Per decenni la produzione restò sfuso, come nella tradizione locale. La svolta arriva nel 2006: i fratelli Franco e Gianni Calcagno, insieme a Giusy — figlia di Gianni — decidono di imbottigliare, di raccontare quel territorio a chi ancora non lo conosce.
Il debutto vero arriva quasi per caso. La famiglia viene invitata a portare le proprie bottiglie alle prime edizioni di Contrade dell'Etna — l'evento voluto da Andrea Franchetti che cambiò per sempre la visibilità dei vini del vulcano. La stampa se ne accorse subito: L'Espresso dedicò loro la prima recensione e il resto seguì naturalmente. Non il risultato di una strategia, ma di un vino che sapeva parlare da solo.
Oggi la cantina conta sei ettari vitati — quattro di proprietà e due in affitto — nelle Contrade Arcuria, Feudo di Mezzo, Calderara e Milo, per una produzione di circa 30.000 bottiglie l'anno. Le vigne ad alberello di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio per i rossi, Carricante e Catarratto per i bianchi, sono vinificate con botte grande per preservare la freschezza del frutto — una scelta consapevole, maturata dopo i primi anni in barrique. Ogni contrada racconta qualcosa di diverso: Arcuria è il lato più elegante e femminile, Feudo di Mezzo quello più strutturato e speziato. Entrambi, vini in cui si sente ancora l'odore della ginestra e il sapore della lava.
vinicalcagno.it